“La traviata”, un’opera indimenticabile a Ragusa

La traviata è la grande opera in tre atti di Giuseppe Verdi, considerata parte di una cosiddetta trilogia popolare assieme a Il trovatore e Rigoletto. È difficile dire quale sia il brano più celebre de “La traviata”. Il brindisi “Libiamo ne’ lieti calici”? La cabaletta “Sempre libera degg’io”? Le arie di Alfredo “Un dì felice, […]

La traviata è la grande opera in tre atti di Giuseppe Verdi, considerata parte di una cosiddetta trilogia popolare assieme a Il trovatore e Rigoletto.

È difficile dire quale sia il brano più celebre de “La traviata”. Il brindisi “Libiamo ne’ lieti calici”? La cabaletta “Sempre libera degg’io”? Le arie di Alfredo “Un dì felice, eterea” e “De’ miei bollenti spiriti”? La romanza “Di Provenza il mar, il suol”? Il duetto “Parigi, o cara”? Lo struggente “Addio del passato?” La scelta, come si vede, è ampia. Ma c’è una frase musicale che, seppur brevissima, rappresenta uno dei passaggi più commoventi e caratteristici di quest’opera, al punto da essere anticipata sin dall’inizio, nel preludio: “Amami, Alfredo”, che Violetta intona nel momento in cui sta dicendo addio al suo amato (all’insaputa di lui), nel bel mezzo del secondo atto. Sia le parole sia la melodia sono state riutilizzate innumerevoli volte dal mondo del cinema (da “Il gattopardo” di Luchino Visconti a “E la neve va” di Federico Fellini), della televisione e della canzone. Un esempio per tutti: il finale di Pretty Woman (film che in fondo può essere considerato una “Traviata” a lieto fine) con Richard Gere e Julia Roberts:

Ma torniamo alla trama. Lasciata da Giorgio Germont, Violetta si accinge a scrivere due missive: della prima non ci viene rivelato il destinatario (è probabilmente per il barone Douphol, al quale chiede di accompagnarla quella sera alla festa da Flora). La seconda – una lettera d’addio – è per Alfredo, cui vuol far credere di essere stata nuovamente irretita dalla passione per la bella vita e per gli amanti parigini. Ma non appena ha terminato di scriverla, è sorpresa dal ritorno di Alfredo, al quale dissimula le sue intenzioni. Prima di fuggire nel giardino e da lì, con il calesse, a Parigi, lancia un disperato e lancinante grido d’amore e gli dà l’addio per l’ultima volta.

 

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